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Figuracce

Caro lettore,

vedessi CJ ti troveresti davanti un viso angelico e un sorriso costante, a volte però non riesce a trattenersi e il peggio della mia musa viene fuori senza possibilità di ritorno, soprattutto quando si tratta di uomini e stile…

L’altro giorno deve aver visto un ragazzo che l’ha particolarmente scossa dal punto di vista dell’abbigliamento e del portamento, è vero che dove si fanno facoltà umanistiche come filosofia e storia è difficile trovare i  fighetti in camicia che fanno economia, ma lei proprio non ha digerito la questione e oggi me ne ha diffusamente parlato:

Dovevi vedertelo, uno sfigato, uno sfigato con gli occhiali che non sa più da che parte spostarsi i capelli, e poi i pantaloni gialli, di velluto, a coste! non li vedo da anni, ma come si fa? cammina tutto gobbo con lo zainetto, io pantaloni che gli arrivano alle caviglie, ma dico, non se ne accorge? Ma datti una regolata prendili della misura giusta!!! E poi come cammina… Dio mio con le ginocchia piegate, poi tira su le gambe e fa un passo lunghissimo… così! *Dettagliata imitazione* incredibile, brutto come pochi…

Mentre tutto questo stava avvenendo un ragazzo ci passa davanti e lei

Ecco! Come questo sfigato!

1. lo sfigato che ha indicato in realtà era esattamente la persona di cui stava parlando.

2. io quella persona la conosco.

L’ha sentita, si è girato e io impotente gli ho fatto ciaociao con la manina anche se, potendo, avrei piantato la testa nell’asfalto come uno struzzo…

Cattiva, Cattivissima CJ…

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N.

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El Diablo: lo Gigolò

tumblr_lwp0168htN1qmqscxo1_500Caro lettore,

oggi voglio raccontarti una storia e ti prego di prestarmi attenzione…

C’era una volta L., un bambino piccolo, ossuto e troppo magro, nato da una famiglia all’antica e cresciuto con lo stesso paio di occhiali che adesso gli vanno piccoli tra i monti della Val Bernarda e le sue amate mucche, il muggito delle quali è stato, con le lacrime agli occhi, registrato prima della sua partenza verso Torino alla soglia dei 20 anni per non dimenticarle mai, e ricordare che Carolina era quella con la voce più soave, ma anche la più vecchia e che Clotilda aveva quel paio d’occhi che avrebbe ricercato nella donna dei suoi sogni. Due splendide vacche, insomma.

Oggi L. è uno studente universitario che si è imbattuto nella sottoscritta qualche giorno fa cercando di fare lo spavaldo e affermando “No perchè… mi chiamano il diavolo”

Dopo questo breve ma intenso momento nel quale lui forse cercava di riaccendere i più reconditi miei istinti animali, avendoli però irrimediabilmente spenti per una settimana intera,( neanche Brad Pitt che mi dice “You’re my faith, my fortune, my destiny” è riuscito a farmi sentire meglio), le supposizioni su quale fosse la sua occupazione nel tempo libero non sono mancate ed io e CJ siamo arrivate alla conclusione che sia uno Gigolò d’alta montagna che rende migliori le giornate delle vecchiette di paese che, vedove o unite a uomini che nonostante tutte le mattina gli venga sciolta la pillolina blu nell’acqua della dentiera proprio non ce la fanno, hanno bisogno di sentirsi di nuovo vive.

Così abbiamo ipotizzato un’associazione a due tra lui ( responsabile dei prodotti locali) e il suo fido compagno di banco dall’aria orientale che soddisfa la voglia di trasgressione esotica che chiameremo Goku.

Il Diablo non si fa problemi, può raggiungervi ovunque, con qualsiasi mezzo, preferibilmente una slitta o un paio di ciaspole, e sarà al vostro servizio per tutto il tempo che lo richiederete, le idee non gli mancano, può passare dal cospargervi appassionatamente di Raclette mentre gli si appannano gli occhiali, fino al darvi nomignoli dolci come Mocetta quando vi sentite tristi… Non è un uomo dalle grandi pretese, alla domanda “Quanto ti devo?” sentirete un “mah… niente… un etto di fontina.”.

Tutti questi sproloqui dovevano trovare un fondamento così CJ è partita con la filosofia del “Spezzagli il cuore, spezzagli il cuore! Dai girati e salutalo, girati a salutalo!” Io, dopo innumerevoli tentativi, mentre CJ era distratta sono riuscita a girarmi e fargli l’occhiolino, dopodiché è partita una mia irrimediabile risata..

Gli hai fatto qualcosa?

Sì, l’occhiolino, perché?

Perché è viola in faccia e credo non respiri più.

Forse El Diablo non è così focoso come sembra, non sempre un nome è una garanzia…

N.

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Età intermedie

Vorrei spezzare una lancia in favore degli appena adolescenti, sì proprio quelli che sono troppo giovani per fare quello che vogliono, ma troppo grandi per stare sempre con mamma e papà…

Ieri sera sono andata ad una cena “per adulti” (interessaaaante, direte voi…), ma appena sono arrivata mi sono resa conto che i figli dei grandi, miei coetanei, non c’erano (mi sono data la zappa sui piedi,sì…) e che tra la folla si distingueva una figura minuta, ma con l’espressione da signorino cresciuto e annoiato, mi avvicino, mi guarda un po’ spaesato e poi fa “piacere, Riccardo…”

Riccardo, piccolo, povero Riccardo, parliamo di te e dicosanepensialriguardo…

Anch’ io ero così, sei lì, a dodici anni, te ne staresti volentieri a casa da solo a giocare alla play o ad ammazzarti di video stupidi su YouTube e invece, no! Mamma e Papà ti vedono ancora come il loro piccolo pupo e devi andare lì per forza, sai perfettamente che non avrai nulla da dire, dovrai salutare tutti sorridendo, “che ragazzo educato che sei diventato, guarda che sguardo serio!” e poi se di mezzo ci si mette la zia ci sta anche lo stritolamentodiguance che in realtà ormai non stai sorridendo volontariamente, è una paresi! In realtà stai cercando le uscite secondarie e stai pensando vi prego riportatemi a casa, sennò ci torno da solo dopo aver rubato il triciclo del bambino laggiù a cui hanno appena legato il bavaglino attorno al collo!


Alla fine la serata comincia e vai al tavolo, rassegnato! I grandi cominciano a parlare delle loro cose che potresti anche seguire e comprendere se ti concentrassi, ma la noia è troppa…

Il Clou della serata arriva quando devi ordinarelapizza… Ti senti sollevato, un passo è stato fatto, sei a metà dell’opera, almeno quando arriverà l’ordinazione avrai una buona scusa per non socializzare e tapparti la bocca col cibo… Continui lì impalato a stare seduto, provi a tirare fuori il cellulare (perchè ormai l’iPhone ce l’hanno a sei anni,quindi ce l’ha anche Riccardo… U.U), ma tua madre ti tira un’occhiataccia senza precedenti della serie ma allora non ti ho insegnato nulla! E quindi riponi la tua unica possibilità di distrazione e di uccisione del tempo in tasca (a proposito di tempo Time.. ).

Tra una cosa e l’altra… (una cosa: gli adulti parlano e si divertono, l’altra: il bimbo col triciclo è andato via, non hai più chances, devi rimanere fino alla fine) si arriva il dolce, arriva il conto cominciano ad alzarsi tutti, ci si mette la giacca e finalmente si arriva all’uscita, ma..

Mancano ancora 30 minuti di saluti.

N.

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Questione di temperatura

“Nella vita non si può essere tiepidi, o si è caldi o si è freddi…” Ecco, questa è una di quelle frasi che vengono fuori quando meno te lo aspetti, in discussioni in cui magari stai raccontando che non hai la minima idea di cosa fare e non sai nemmeno a cosa stai effettivamente pensando di fare…

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Che se poi siete riflessivi come me, finite con pensarci per… Vediamo… tre giorni e poi sentite il bisogno di costruisci su un pensiero profondo…
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Se ci pensate bene, i bambini riescono a dirvi sempre o si o no, non ci pensano molto, sanno subito cosa vogliono e cercano di prenderselo, il nonloso viene fuori solo quando proprio non sanno di cosa state parlando, e quindi corrisponde ad un no.
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Il forse è un concetto troppo complesso, che malauguratamente si insinua nelle menti quando si comincia a crescere, i genitori spesso dicono “grandi figli, grandi problemi” io penso più a “grande cervello, grandi paturnie”.
Cosa ci impedisce di fare come i bambini e dire voglio quello! e prendercelo? Tecnicamente nulla!! qualsiasi cosa sia. Perché non possiamo battere i piedi per terra finché non arriviamo dove, vogliamo, perché?
Perché non possiamo essere freddi o caldi, perché non può essere tutto bianco o nero? Direi che le 50 sfumature di grigio hanno abbastanza scartavetrato a cosiddetti! 20121120-054817 PM.jpg
Lo so che la nostra temperatura corporea si avvicina ai 37 gradi e tecnicamente siamo tiepidi per natura, ma non è una giustificazione, non si può passare la vita a pensare che basti aspettare e che il tempo sistemi le cose, il buon Ligabue intonava si fa presto a cantare che il tempo sistema le cose, si fa un po’ meno presto a convincersi che sia così… anche se il resto della canzone parla di odore di sesso che non si toglie di dosso e budella scambiate con quelle del partner, in una cruda e viscerale visione dei rapporti, questa frase rimane sacra.
Il tempo non sistema le cose, semplicemente aiuta ad abituarcisi, ma rimangono li, ferme, in attesa di tendere un nuovo attacco finché non vengono risolte.

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Quindi, per quanto sia difficile e per quanto io sia la prima a fare schifo in questo tipo di cose, prendete un bel respiro e andate a prendervi quello che volete, battete i piedi per terra.
O è sì o è no. Punto.

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Time.

tic tac,tic tac.

Il tempo. Come lo definireste? Come qualcosa che scorre, come qualcosa di indefinito, poetico, inafferrabile?

Io come un inguaribile subdolo.

Sta lì a fissarti mentre tu sei immobile, stanco, sfinito da una giornata appena finita e continua a muoversi, senza sosta, vorresti poterlo superare un attimo tanto da bloccarlo e dirgli “basta, aspetta, per favore, ieri era il 10 di Ottobre ed è già passato un mese… Com’è possibile, cos’ho fatto?”

Già… cosa avete fatto, la fine del film Wanted, un centinaio di minuti di sparatutto,azione e Angelina Jolie nuda si conclude con un “E voi che cazzo avete fatto ultimamente?”

E così rimani lì a fissare lo schermo, a cercare di ripercorrere gli ultimi giorni, gli ultimi mesi della tua vita, ti rendi conto che a parte sveglie la mattina presto per andare all’università, colazione al bar, studio, qualche volta gli amici e qualche volta in più la tua altra metà, c’è stato poco. Non c’è stato praticamente niente…

Poi ti imbatti in una frase del Buddha che recita “The trouble is, you think you have time.”

Che in poche parole vuol dire che siamo convinti che due settimane di distanza dall’esame siano un sacco e di poter studiare tutto domani che se anche lui proviamo a baciarlo tra un settimana non cambierà niente, che se si organizza una cosa all’ultimo verrà meglio di come verrebbe facendola con calma perché “vuoi mettere? se faccio tutto 2 giorni prima mi parte l’adrenalina e ho molta più resistenza…” si chiama disperazione! Che c’è sempre tempo per riprendere a ballare, per imparare una nuova lingua, per diventare una barista acrobatica o che ne so…

Poi arriva un film, uno qualsiasi che ti pone una domanda esistenziale,che non ti pone mai nessuno,di solito ti chiedono “come stai?” e ti basta rispondere “bene” che tanto è quello che vogliono sentirsi dire, mica vogliono sapere altro, che se cominci a raccontare qualcosa in più li vedi che tirano fuori il cellulare, cominciano a fare altro e ogni tanto annuiscono per farti capire “sìsì sto ascoltando,ci sono, interessante…” E invece stanno pensando ad altro.

Poi ci pensi e provi a giustificarti dicendo non è colpa mia se non ho fatto niente, è il tempo che è strano, scorre a velocità diverse non sono sempre 60 secondi in un minuto… Non è sempre tutto uguale, a lezione, nelle estenuanti attese prima di fare qualcosa di eccitante sembra che non passi mai allora decidi di partire in anticipo, tanto per cercare di ucciderlo questo tempo, ma poi so che dovrò aspettare dall’altra parte… Mentre fai altro, qualcosa che attendevi da tanto, corre, addirittura vola e i secondi in un minuto non sono più di sessanta, sono meno di sessanta, molti meno, forse 30… e pensi che se è così per tutti, perché succede a tutti, forse qualcuno si è sbagliato, forse il tempo non si può quantificare, forse il tempo fa quello che gli pare e noi gli corriamo dietro o lo aspettiamo pazientemente a seconda della occasioni, o forse davvero è quello che è e non avremo mai il tempo di fare tutto, non ci resta che provare a fare una cosa per volta, ma farla, farla subito, il prima possibile, precedendo quasi il pensiero, come quando prevale l’istinto o quando si è ubriachi che poi alla fine è uguale…

E voi?

Siete sicuri di aver fatto tutto?

N.

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