Scosse elettriche

Incontri che non ti aspetti. Incontri che neanche vorresti.

Sei lì tranquilla, tranquilla con la tua vita, tranquilla con tutto, finché non lo intravedi. Finché non lo vedi di nuovo, come un gusto di qualcosa di estremamente buono che avevi dimenticato, ti rapisce le papille gustative e un pezzo d’anima, ti fa ricordare cose che sembravano essere andate via, che sembravano non avere più senso. Fa male, ma è buono, anche se non sei più la stessa, anche se sai che non puoi farti prendere dalla nostalgia di nuovo, sai che per quanto ti piacesse quel gusto è una cosa che non puoi più avere, non puoi nemmeno più permetterti di volere.

Decidi di avvicinarti così, tanto per, magari lo saluto, pensi, e poi da dietro le sue spalle spunta lei, lei, quella che ti ha battuta sul tempo, quella che nella tua testa te l’ha portato via, quella che cos’ha più di me? niente. Assolutamente niente. Eppure lui la guarda come un gioiello prezioso, come qualcosa da stringere tra le mani, ma non troppo, come qualcosa da accarezzare, da amare, da baciare, come qualcosa che vorresti essere tu, tu e non puoi. Non puoi perché sei stata lenta, lenta e codarda.

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Ti avvicini lo stesso però, qualcosa ti attira, è ancora qualcosa che vuoi,lo vuoi troppo per non andare a vedere com’è, per non assaporare solo l’odore e richiamare quel gusto estremamente buono… “Ciao, come va?” e ti abbraccia. Vorresti trovare un pretesto per rimanere lì ancora un po’,ma c’è lei… Quindi ti stacchi, rispondi a una domanda di lui, gliene fai una tu e mentre riesci a non ascoltare quello che dice, l’unica cosa che ti risuona nella testa è baciami, baciami, baciami, baciami.

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Non mi importa di lei, non mi importa di nessuno, non mi importa di quello che pensano o di quello che dicono, sei mio, mio e basta.

Poi però cominci a sentirti male, a capire che tanto loro se ne andranno via per mano, dimenticandosi di averti lasciata lì, dimenticandosi che avresti voluto uno sguardo in più e magari che lei nemmeno esistesse… Allora dici che devi andare, che hai fretta, che sei stanca che checavoloneso, ti basta allontanarti, andare via, quel gusto continua ad essere buono, ma fa più male di prima, più male di quando non mentivi a te stessa, di quando non continuavi a ripeterti che tanto è passata e che hai girato pagina…

Fa male, fa venire la nausea e non sai cosa fare, allora scappi, codarda di nuovo, codarda due volte,ma per quanto tu stia male non riesci a smettere di sorridere, hai invocato il suo nome centinaia di volte negli ultimi giorni, ti è entrato in testa senza permesso e non è più uscito, ormai sai che starà lì, continuerà a consumarti piano, piano,non sai ancora per quanto…

Ormai non ti rimangono altro che un paio di guance rosse e il cuore che fa male.

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N.

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