Archivio mensile:novembre 2012

Povera Britney.

Se vi dico reginetta del pop probabilmente siamo tutti d’accordo sul fatto che sia la tintissima e ormai poco chiacchieratissima Britney Spears ( e non tiratemi fuori personalità come Selena Gomez o Miley Cyrus, che se B. è una farfalla, loro sono ancora larve.)

Purtroppo però ho giusto un paio di critiche da muovere, però, cara B. grazie, mi ha rallegrato la giornata…

 

In un’altra mattinata di quelle in cui c’è bisogno di un caffè sono entrata a fare colazione in un bar, che tutte le mattine propone il concerto di una cantante diversa e quest’oggi c’era lei…

Non so che concerto fosse e non so di che anno, ma la ciccia era quasi tutta lì, quindi dev’essere recente…

All’inizio pensavo fosse un video musicale, non si capiva cosa stesse succedendo, si è circa  vista 10 volte l’inquadratura del lato b di una bionda qualunque, poi si è girata ed era lei; uno di quei classici filmati che mettono all’inizio del concerto tanto per scaldare la folla…

Poi è cominciato tutto… lei esce vestita in pelle e jeans accerchiata da maschioni che, una volta salita su una moto, fanno il gesto di cavalcarsela… lei… una flemma di quelle da malati o con una mobilità veramente scarsa (tipo Hart ai mondiali)… voglio dire, se sei fuori forma…non metterti intorno ballerine che ce la mettono tutta per fare le cose bene… lei niente! Il pezzo migliore è stato quando ha corso per 4 metri circa, un paio di falcate… una vacca felice che corre nei prati…

Capisco che sia faticoso cantare e ballare, ma lei non canta dal vivo, perché, come sostengono i fan, non può mica cantare e ballare, non è possibile! (Madonna lo fa, e ha 30 anni in più.)… ma visto che non canti…almeno concentrati sul ballare! Dai su,insomma, capisco che tu sia diventata bella e brava e che tu sia riuscita a rimanere a galla per anni ed è pieno di gente disposta a pagare per venire a vederti ( anche una Punk intervistata a MTV qualche anno fa), infatti se nessuno ha desistito, nonostante tatuaggi e tagli egocentrici vuol dire che qualcosa di buono c’è… anche se avrei preferito vedere più impegno, una delusione, divertente ed ilare , ma pur sempre una delusione.

Non sono mai stata una grande fan, ma mi aspettavo qualcosa di più…

Povera B.

N.

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Nettare degli dei…

Oltre al fatto che oggi è lunedì, e la cosa è già traumatica di per sé, sono reduce da 10 giorni di pausa didattica e la prima cosa a cui ho pensato quando la sveglia è suonata strappandomi da un profondo sonno e da un sogno troppo strano che, effettivamente, è stato giusto interrompere, è stata ho bisogno di un caffè.

 

Non mi interessava come, né con quali vestiti ci sarei arrivata, ma avevo bisogno di caffeina, al più presto.

Da piccoli è una cosa che non piace, è amaro, e al liceo, a meno che l’abitudine non si sia già impossessata di voi, preferite prendervi un tè o una cioccolata…

Tutto comincia poi quando si avvicinano la maturità e in special modo le simulazioni di terza prova. Lo studente medio non è che non voglia studiare per tempo e volta per volta… è che proprio non ci riesce! Così nel weekend precedente alla simulazione cerca di sostenere un livello di concentrazione e di resistenza pari a 10 ore consecutive.

Il tè però non basta più e la cioccolata non serve a niente, anzi, d’inverno ti fa venire voglia di mettere un pigiamone antisesso, di metterti sotto le coperte e dormire. Quindi non si può fare. (oppure fa troppo caldo, e quindi no lo stesso!)

Così decidi di assaggiare il caffè per la prima volta con una certa serietà e BAM! Il miracolo!

Sarà che sono una che il caffè non lo beve praticamente mai e già il tè mi fa effetto, ma alla fine della tazzina mi sembrava pure di vederci meglio di un decimo e mezzo!

 

Così, una volta scoperte le sorprendenti potenzialità di dei piccoli chicchi neri non riesci più a farne a meno, almeno nei momenti d’emergenza come il lunedì mattina in cui la prima lezione è parecchio noiosa o nell’odiata sede d’esame in cui lo studente universitario, nonostante si chiami così, continua ad essere uno studente medio che a studiare prima…proprio nemmeno ci pensa…!

Ti ritrovi intrappolato in un ironico vortice di semi-dipendenza che ti fa dire dopo il caffè andrà tutto bene, così vai in cucina, pronto a sostenere un ritmo di studio che arriva a prolungarsi fino alle 4 del mattino, così ti trangugi 2 caffettiere nella speranza che vada tutto bene, ma ad un certo punto ti viene sonno, ti viene sonno troppo presto e pensi…non è possibile, torni in cucina pensando di farti altro caffè, afferri il pacco, fai per riempire la caffettiera, ma una piccola, poco evidente scritta in basso a sinistra ti manda nel baratro…

A basso contenuto di  caffeina.

Butti via il pacco e te ne vai a dormire. Non puoi farcela da solo.

N.

 

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Età intermedie

Vorrei spezzare una lancia in favore degli appena adolescenti, sì proprio quelli che sono troppo giovani per fare quello che vogliono, ma troppo grandi per stare sempre con mamma e papà…

Ieri sera sono andata ad una cena “per adulti” (interessaaaante, direte voi…), ma appena sono arrivata mi sono resa conto che i figli dei grandi, miei coetanei, non c’erano (mi sono data la zappa sui piedi,sì…) e che tra la folla si distingueva una figura minuta, ma con l’espressione da signorino cresciuto e annoiato, mi avvicino, mi guarda un po’ spaesato e poi fa “piacere, Riccardo…”

Riccardo, piccolo, povero Riccardo, parliamo di te e dicosanepensialriguardo…

Anch’ io ero così, sei lì, a dodici anni, te ne staresti volentieri a casa da solo a giocare alla play o ad ammazzarti di video stupidi su YouTube e invece, no! Mamma e Papà ti vedono ancora come il loro piccolo pupo e devi andare lì per forza, sai perfettamente che non avrai nulla da dire, dovrai salutare tutti sorridendo, “che ragazzo educato che sei diventato, guarda che sguardo serio!” e poi se di mezzo ci si mette la zia ci sta anche lo stritolamentodiguance che in realtà ormai non stai sorridendo volontariamente, è una paresi! In realtà stai cercando le uscite secondarie e stai pensando vi prego riportatemi a casa, sennò ci torno da solo dopo aver rubato il triciclo del bambino laggiù a cui hanno appena legato il bavaglino attorno al collo!


Alla fine la serata comincia e vai al tavolo, rassegnato! I grandi cominciano a parlare delle loro cose che potresti anche seguire e comprendere se ti concentrassi, ma la noia è troppa…

Il Clou della serata arriva quando devi ordinarelapizza… Ti senti sollevato, un passo è stato fatto, sei a metà dell’opera, almeno quando arriverà l’ordinazione avrai una buona scusa per non socializzare e tapparti la bocca col cibo… Continui lì impalato a stare seduto, provi a tirare fuori il cellulare (perchè ormai l’iPhone ce l’hanno a sei anni,quindi ce l’ha anche Riccardo… U.U), ma tua madre ti tira un’occhiataccia senza precedenti della serie ma allora non ti ho insegnato nulla! E quindi riponi la tua unica possibilità di distrazione e di uccisione del tempo in tasca (a proposito di tempo Time.. ).

Tra una cosa e l’altra… (una cosa: gli adulti parlano e si divertono, l’altra: il bimbo col triciclo è andato via, non hai più chances, devi rimanere fino alla fine) si arriva il dolce, arriva il conto cominciano ad alzarsi tutti, ci si mette la giacca e finalmente si arriva all’uscita, ma..

Mancano ancora 30 minuti di saluti.

N.

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Questione di temperatura

“Nella vita non si può essere tiepidi, o si è caldi o si è freddi…” Ecco, questa è una di quelle frasi che vengono fuori quando meno te lo aspetti, in discussioni in cui magari stai raccontando che non hai la minima idea di cosa fare e non sai nemmeno a cosa stai effettivamente pensando di fare…

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Che se poi siete riflessivi come me, finite con pensarci per… Vediamo… tre giorni e poi sentite il bisogno di costruisci su un pensiero profondo…
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Se ci pensate bene, i bambini riescono a dirvi sempre o si o no, non ci pensano molto, sanno subito cosa vogliono e cercano di prenderselo, il nonloso viene fuori solo quando proprio non sanno di cosa state parlando, e quindi corrisponde ad un no.
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Il forse è un concetto troppo complesso, che malauguratamente si insinua nelle menti quando si comincia a crescere, i genitori spesso dicono “grandi figli, grandi problemi” io penso più a “grande cervello, grandi paturnie”.
Cosa ci impedisce di fare come i bambini e dire voglio quello! e prendercelo? Tecnicamente nulla!! qualsiasi cosa sia. Perché non possiamo battere i piedi per terra finché non arriviamo dove, vogliamo, perché?
Perché non possiamo essere freddi o caldi, perché non può essere tutto bianco o nero? Direi che le 50 sfumature di grigio hanno abbastanza scartavetrato a cosiddetti! 20121120-054817 PM.jpg
Lo so che la nostra temperatura corporea si avvicina ai 37 gradi e tecnicamente siamo tiepidi per natura, ma non è una giustificazione, non si può passare la vita a pensare che basti aspettare e che il tempo sistemi le cose, il buon Ligabue intonava si fa presto a cantare che il tempo sistema le cose, si fa un po’ meno presto a convincersi che sia così… anche se il resto della canzone parla di odore di sesso che non si toglie di dosso e budella scambiate con quelle del partner, in una cruda e viscerale visione dei rapporti, questa frase rimane sacra.
Il tempo non sistema le cose, semplicemente aiuta ad abituarcisi, ma rimangono li, ferme, in attesa di tendere un nuovo attacco finché non vengono risolte.

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Quindi, per quanto sia difficile e per quanto io sia la prima a fare schifo in questo tipo di cose, prendete un bel respiro e andate a prendervi quello che volete, battete i piedi per terra.
O è sì o è no. Punto.

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Nuovi mostri.

Sarà che sono facilmente impressionabile e anche un po’ sensibile, sarà anche che nelle giornate “No” sono particolarmente cinica, ma certe cose non le posso soffrire.

Le vedi camminare per strada: donne inconsapevoli dell’impressione che suscitano, freddo polare per strada eppure loro, ostinate con il piumino corto e una riserva di grasso utile ad una foca che esce di lato e si impone sul punto vita dei jeans, no!

Le vedi, mediamente magre con un felpa della loro misura, forse una taglia in meno, di solito grigia e i leggins, no!

I leggins non sono pantaloni, se proprio ti piacciono allo stesso modo e non sai quali scegliere, comprati dei jeggins, ok? Bene.

Personalmente non  sono né una modella, né una fotto modella, sono un’anonimissima 42, ma mi copro, il giusto!

 

Io capisco che ogni tanto vogliate sentirvi belle e sexi, ma non potete farlo con un mini-dress…

1. se non c’avete il fisico

2. potete essere belle come il sole ma se il mini-dress non c’entra niente con quello che state facendo, beh,abolito… no mini-dress accanto a parole come birra o panino

Non è questione di promuovere quelle alte 1.80 e 50 kg di peso, non mi interessa,non parlo neanche di quelle che non mettono vestiti di marca o abbinano il nero col marrone, non mi interessa, non me ne può fregare di meno, è solo una questione di misure, di autovalutazione: c’è chi può e chi non può.

 

Avete delle braccia alla Federica Pellegrini? No ai vestiti smanicati… Avete dei quadricipiti da tenniste (tipo le sorelle Williams per intenderci…) optate per un paio di pantaloni o un vestito lungo.

Non basatevi su quello che vedete sui manichini, dei culi del genere NON esistono! Sarebbe come scegliere il taglio alla Hale Berry quando non ci assomigliate nemmeno per sbaglio… Lo dico un po’ per amor proprio e un po’ per amore verso le donne, che tanto se il vestito vi sta male rideranno di voi e se invece vi sta bene, ma è esagerato, risulterete solo ridicole.

Che tanto lo sapete perfettamente che quando esagerate vi sentite a disagio e state lì pensando hosbagliatotuttovogliotornareacasa a meno che non siate quel genere di persone a cui mamma ha detto tutti i giorni “che bella che sei” anche quando…proprio no! Ma siccome ogni scarrafone è bell’a mamma sua, cresceranno deviate senza un senso dell’obbiettività tirando fuori stili mai visti e non perché siano originali, ma giusto perché proprio non s’ha da fare.

Ce ne accorgiamo tutti i giorni, ci guardiamo allo specchio e vediamo più difetti di quelli che abbiamo, alcuni sono immotivati,altri ci attanagliano per un motivo preciso, quindi fate quello che volete,ma siate giudiziose per favore, va bene tutto, vanno bene tutte le foto che avete visto fino ad adesso, anche perché magari godono del miracoloso ausilio di Photoshop, ma c’è un limite a tutto, in poche parole, tanto per smorzare l’idillio mentale che si è creato nelle menti di tutti vedendo le modelle sopra mostrate…fate tutto tranne…

questo:

 

N.

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è comprovato: la disney fa male…

Quante volte avete visto il Re Leone, quante Aladdin e quante invece Cenerentola?

Se dico questi nomi di sicuro nella vostra mente si materializzeranno le immagini dei cartoni della Walt Disney, non tanto dei DVD che si trovano negli autogrill della NonSoCosa Production.

Io li ho guardati innumerevoli volte, e avendo un fratello piccolo, ed essendo affezionata proprio a questi cartoni, facciamo anche innumerevoli +1.

Però oggi mi sono trovata a riflettere sul significato di questi cartoni e sul messaggio che possono trasmettere (pettinarsi i capelli ispira, sono troppo lunghi, li taglierò…) e purtroppo mi è venuto da pensare solo a cose negative e un po’ ironiche…

Vogliamo parlare di…

CENERENTOLA

Fondamentalmente insegna che dopo la mezzanotte non accade nulla di buono, poi quando cresci la mezzanotte diventa le due, che a uscire alle 9 e tornare 3 ore dopo fai prima a rimanere a casa; che tanto se prima di quell’ora potevi tornare a casa con un riccone in Limo, dopo le due, se ti va bene, torni in taxi… che tutti quelli che sono per strada sono un po’ fuori dal comune e non riuscirebbere a riportarti al tuo appartamento… Che le scarpe nuove, vuoi o non vuoi, la prima volta che le metti fanno male…

e, ultimo ma fondamentale punto, se non sei vestita bene nei posti belli non ti ci fanno entrare e se non conosci qualcuno (cfr fata madrina) non vai da nessuna parte.

LA SIRENETTA

Un’anarchica ricca viziata e annoiata, che invece di crogiolarsi nel suo palazzo facendo casino con un gambero(Sebastian è un granchio, lo so,ma gambero risultava più dispregiativo…) e un pesce giallo decide che la sovrumana facoltà di respirare sott’acqua non le va più bene e vuole un paio di piedi. Insomma giustifica la lunaticità di milioni di donne che si svegliano la mattina e decidono che per tutto il periodo di luna crescente saranno insopportabili. Che alla fine possono fare quello che vogliono così, visto papi è uno giusto.

TARZAN

Se sei carina e a modo finirai con l’innamorarti di uno che con la tua sfera sociale non ha niente a che fare, ma che essendo un selvaggio, può contribuire a renderti le cose più piccanti e divertenti. Insomma finirai con uno che a papà proprio non piace, ma che, diciamocelo, per un’avventura va sempre bene…

Che tanto,donne, per quanto grande sia la stronzata che fate, qualcuno vi salverà comunque, che siano sette nani o il bacio di un principe ve la caverete comunque, e alla fine della fiera nessuno verrà a sgridarvi, ma, come ricompensa vi metterete con uno che nella vita può fare il bronzo di Riace, un figo allucinante come questo qui:

E allora stai lì davanti alla tv e dici: bello voglio crescere!!! Tanto finisce tutto bene e invece no! Ragazze, donne, ragazzi che si sentono devi fighi in grado di volare su un tappeto volante, no! Prendetevi una botta di ormoni e rimanete bambini.

 

N.

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Memoria Sprecata…?

Canzoni.

Voi quante ne avete nel vostro iPod o mp3 che sia? Io 693 il che vuol dire 2 giorni ininterrotti di musica (batteria permettendo) e 3,20 Gb di spazio (iTunes ha diligentemente fatto il calcolo per me). Vi posso assicurare che le so tutte, ma proprio tutte. Di sicuro per impararle non mi ci sono voluti solo due giorni, ma per capire come sia possibile una cosa del genere, che accade sempre a più persone (che magari se la cavano anche meglio di me), basta pensare a buchi di tempo libero in cui non si fa nulla: si aspetta l’autobus (la sigaretta non basta, fa troppo silenzio), non si riesce ad addormentarsi o si sta scrivendo un post (!).

 

In quei momenti non vi resta altro che tirare fuori le cuffie e accendere l’iPod per farvi compagnia da soli, così quel motivo così carino potete risentirlo quando volete,io personalmente mi innamoro quasi sempre di una canzone per volta, setto su “ripeti” e posso ascoltare quella per un’ora (l’ho fatto, giuro, treno Torino-Milano. Solo quella. Tutto il tempo).

Non so perché si perdano tutti questi preziosi secondi (circa 210 a canzone) per imparare una cosa simile ad un’altra: blue fa sempre rima con you hold you tight con in the night. Però sembra che la canzone del momento dica qualcosa di nuovo, lo dica in modo diverso,e invece no,pensateci. In linea di massima per toccare tutti gli argomenti musicali degli ultimi anni basta fare un cd di venti brani, non di più. Che poi non sai mai quale canzone ti piacerà domani, cosa canterai a squarciagola sotto la doccia (ho visto la foto di una spugna a forma di microfono: la voglio!), non sai mai quale artista ti ruberà il tempo (non il cuore,quello è più difficile, deve almeno convincerti con una decina di buone idee), per esempio l’altro giorno ero in un negozio e un motivetto carino mi è entrato in testa così ho fatto partire Shazam (viva le applicazioni!) e ho scoperto che era suo!

 

Posto che io Justin Bieber non lo ascolto, per invidia o poca ammirazione, fate voi, sono rimasta sconcertata, insomma non mi piace, eppure quella canzone sì, mi andava a genio, dopo aver letto il nome però è cambiato il mio approccio, non so perché, forse perché mi sono lasciata trascinare anch’io dalla corrente d’odio,che poi odio non è, ma appunto, invidia… l’ho scaricata lo stesso (amici, perdonatemi…)

 

Non so se vi capita mai di perdere la testa per generi di musica diversi, che non c’entrano niente l’uno con l’altro, un amore passeggero, si sa… a leggere i titoli del mio iPod, beh… potrebbe essere condiviso da famiglie diverse, con figli che non si sono mai incontrati… Tutto per dire che la musica esercita una certa attrattiva, particolare e inevitabile (per non parlare dei chitarristi, dovrei farmi curare…), che vi porta a “perdere” minuti preziosi che potreste impiegare, che ne so,per ottenere una borsa di studio o la media del 30, che tanto poi secondo me non è del tutto colpa di noi studenti, voglio dire, con quello che costano i libri scolastici e universitari potrebbero venderli con annessa musicassetta e scriverli in rima, tanto da renderli facili da memorizzare e un pelo più accattivanti, sennò possiamo anche chiudere il libro e buttarci sui Queen, voglio dire, in parte siamo giustificati,no?

 

N.

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Time.

tic tac,tic tac.

Il tempo. Come lo definireste? Come qualcosa che scorre, come qualcosa di indefinito, poetico, inafferrabile?

Io come un inguaribile subdolo.

Sta lì a fissarti mentre tu sei immobile, stanco, sfinito da una giornata appena finita e continua a muoversi, senza sosta, vorresti poterlo superare un attimo tanto da bloccarlo e dirgli “basta, aspetta, per favore, ieri era il 10 di Ottobre ed è già passato un mese… Com’è possibile, cos’ho fatto?”

Già… cosa avete fatto, la fine del film Wanted, un centinaio di minuti di sparatutto,azione e Angelina Jolie nuda si conclude con un “E voi che cazzo avete fatto ultimamente?”

E così rimani lì a fissare lo schermo, a cercare di ripercorrere gli ultimi giorni, gli ultimi mesi della tua vita, ti rendi conto che a parte sveglie la mattina presto per andare all’università, colazione al bar, studio, qualche volta gli amici e qualche volta in più la tua altra metà, c’è stato poco. Non c’è stato praticamente niente…

Poi ti imbatti in una frase del Buddha che recita “The trouble is, you think you have time.”

Che in poche parole vuol dire che siamo convinti che due settimane di distanza dall’esame siano un sacco e di poter studiare tutto domani che se anche lui proviamo a baciarlo tra un settimana non cambierà niente, che se si organizza una cosa all’ultimo verrà meglio di come verrebbe facendola con calma perché “vuoi mettere? se faccio tutto 2 giorni prima mi parte l’adrenalina e ho molta più resistenza…” si chiama disperazione! Che c’è sempre tempo per riprendere a ballare, per imparare una nuova lingua, per diventare una barista acrobatica o che ne so…

Poi arriva un film, uno qualsiasi che ti pone una domanda esistenziale,che non ti pone mai nessuno,di solito ti chiedono “come stai?” e ti basta rispondere “bene” che tanto è quello che vogliono sentirsi dire, mica vogliono sapere altro, che se cominci a raccontare qualcosa in più li vedi che tirano fuori il cellulare, cominciano a fare altro e ogni tanto annuiscono per farti capire “sìsì sto ascoltando,ci sono, interessante…” E invece stanno pensando ad altro.

Poi ci pensi e provi a giustificarti dicendo non è colpa mia se non ho fatto niente, è il tempo che è strano, scorre a velocità diverse non sono sempre 60 secondi in un minuto… Non è sempre tutto uguale, a lezione, nelle estenuanti attese prima di fare qualcosa di eccitante sembra che non passi mai allora decidi di partire in anticipo, tanto per cercare di ucciderlo questo tempo, ma poi so che dovrò aspettare dall’altra parte… Mentre fai altro, qualcosa che attendevi da tanto, corre, addirittura vola e i secondi in un minuto non sono più di sessanta, sono meno di sessanta, molti meno, forse 30… e pensi che se è così per tutti, perché succede a tutti, forse qualcuno si è sbagliato, forse il tempo non si può quantificare, forse il tempo fa quello che gli pare e noi gli corriamo dietro o lo aspettiamo pazientemente a seconda della occasioni, o forse davvero è quello che è e non avremo mai il tempo di fare tutto, non ci resta che provare a fare una cosa per volta, ma farla, farla subito, il prima possibile, precedendo quasi il pensiero, come quando prevale l’istinto o quando si è ubriachi che poi alla fine è uguale…

E voi?

Siete sicuri di aver fatto tutto?

N.

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Buttatevi!

Avete passato tutta la settimana a pensarci, oppure non ci avete pensato affatto, ma vi si è materializzato davanti quando meno ve lo aspettavate e non avevate la minima idea di come reagire… oppure ancora non ci pensate proprio, non ci pensate da giorni, mai… ma appena abbassate le difese non dico troppo, solo un po’ il bellissimo bastardo si insinua nei vostri sogni, facendovi credere che sia tutto vero, poi vi svegliate e vi rendete conto che no, purtroppo no…

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Così passate tutta la giornata a pensarci, la giornata è rovinata, ci avete provato a dimenticarlo, magari per un po’ ci siete pure state insieme, ma non vi è bastato, non vi basta mai, ne volete ancora, ancora e ancora…

Cominciate a pensare a come sarebbe, a come sarebbe stato e ai soliti “e se…”

Poi magari scoprite pure che è fidanzato o che, se non lo è fa la sanguisuga con una che manco per sogno riuscireste a sopportare, strozzarla nella mente risulta la soluzione migliore, tutta contenta e tutta goduta sta lì a prendersi il meglio di quello che per un po’ è stato vostro o che credete che vi spetti…

Magari lo sa pure che c’è stato qualcosa, ma o è furba o è arrivata prima lei o è stronza e basta, e allora… vaffanculo

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Nonostante l’adolescenza se ne sia andata e il teen sia ormai un ricordo, così, un po’ sbiadito, i problemi sono sempre gli stessi, le donne continueranno a parlare di uomini e gli uomini,,, di calcio.

E tu sei ancora lì a chiederti cosa fare, se parlarci, perché ormai è passato un anno, perché ormai ci sono troppe cose che non quadrano, troppi fraintendimenti, ti ha pure baciato, il rifiuto umano e poi non ti ha degnato di uno sguardo in più, di una risposta, di un messaggio…

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Però se davvero ti sembra che abbia senso, se davvero continua a picchiare in testa, a picchiare forte fino a far male, fino a farti partire e patire pensieri che non vorresti, che sai che non ti fanno bene, almeno provaci, salta, buttati, se va male…boh sarai atterrata sul duro, dopo poco i graffi se ne vanno, si cicatrizzano, morirai dal ridere al pensiero di aver perso la testa per uno così…

E se invece andasse tutto bene….?

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N.

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