Lo spazio bianco.

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Lo spazio bianco. Un film di Francesca Comencini che prende spunto dal romanzo di Valeria Parrella. Un film complesso che sembra all’inizio non avere un senso: la regia è singolare, le inquadrature particolari, i dialoghi quasi assenti… Poi, una volta che si riesce ad entrare della storia si capisce perché…
Margherita Buy interpreta una donna, una donna come tante che, nonostante l’età, si innamora, ma essendo sempre stato detto che l’amore non ha età, questo dettaglio rimane particolarmente irrilevante…
Si innamora di un uomo qualsiasi, un bell’uomo notato in un cinema e rimane incinta, in quel momento viene solo da pensare che sia impossibile per un’adulta, per due adulti, essere così incoscienti, eppure…
Una donna incinta quindi, che però partorisce una figlia prematura di sei mesi e da qui il film assume una sorta di stasi snervante, l’impotenza di una madre sola davanti ad un’incubatrice per mesi, una madre che dice “le altre sono incinte e aspettano, io non sono incinta, ma aspetto comunque…” Tutto è sospeso, tutto è surreale, questa donna si ritrova sola, per metafora cammina anche in strade deserte, non ha nessuno, solo l’incertezza, ma alla fine riesce a lasciare uno spazio bianco nella pagina della sua vita e a ricominciare a riscrivere la storia, ritrovando la sua Ειρήνη…

N.

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